Iniziativa realizzata con il
contributo scientifico di

Con il supporto
incondizionato di

MIO FIGLIO DI 7 ANNI SALVATO DAL CANE JEDI

Un cane per il servizio diabetico d’allerta è diventato un eroe per la famiglia del piccolo Luke Nuttall. Il ragazzino convive con il diabete di tipo 1 da quando aveva due anni e spesso, quando viene sorpreso da ipoglicemie notturne, Luke non riesce a svegliarsi.

Spinta dalla necessità di risolvere il problema, sua madre Dorrie ha acquistato un CGM (Continuous Glucose Monitoring, dispositivo che monitora costantemente il glucosio nel sangue) ed ha affidato al figlio un cane di servizio di nome Jedi, un labrador retriever nero. L’animale è uno di quelli speciali. Infatti è stato addestrato per riconoscere i cali nei livelli di zucchero e avvisare Dorrie nel caso quelli di Luke siano troppo bassi.

Ma in che modo un cane riesce a riconoscere questi momenti? Tutto parte dal naso del cane, l’organo più sensibile di questo animale, che durante le ore di addestramento viene indirizzato a leggere i segnali di abbassamento dei livelli glicemici nell’uomo.

Come un cavaliere Jedi, questo cane usa la forza del suo naso per misurare i livelli glicemici di Luke.

Dorrie racconta:

“Mi sono svegliata con Jedi che saltava su e giù dal letto. Mi sono messa a sedere, il cane era sceso dal letto e aveva la testa china. Controllo il CGM di Luke: 100 stabile, un buon livello. Assonnata, dico a Jedi che potevamo osservare il dispositivo ancora un po’ per decidere il da farsi, ma lui ha chinato la testa di nuovo (chinarsi è un movimento che riflette glicemia bassa). Gli ho detto di salire sul letto, ma lui stava a terra, rifiutava di muoversi. Solo allora ho capito che la situazione era veramente come Jedi lasciava presagire e all’improvviso ero completamente sveglia. Sapevo che c’era qualcosa che non andava. Mi dirigo verso Luke, gli pungo l’indice e leggo il risultato: 57, troppo basso, e dal comportamento di Jedi posso garantire che la glicemia di Luke stava scendendo precipitosamente (si sta ancora riprendendo da una infiammazione intestinale e qualsiasi valore al di sotto di 70 è troppo basso). 

Luke era sdraiato proprio di fianco a me e senza Jedi non avrei avuto la più pallida idea del rischio che stava correndo. Il suo dispositivo CGM avrebbe catturato i valori bassi e lanciato un segnale di allerta nei 20 minuti successivi al mio intervento;  in quel caso avrei avuto una sveglia collegata per alzarmi e controllare, ma i valori di Luke sarebbero stati molto più bassi. L’allerta tempestiva di Jedi ci ha aiutato a prevenire una situazione rischiosa. Negli ultimi 4 anni Luke non si è mai svegliato da solo durante le crisi ipoglicemiche. Noi siamo la sua ancora di salvezza, lui va a letto ogni sera e, sebbene non lo realizzi pienamente, fa affidamento al 100% sulla sua famiglia (Jedi incluso) che lo protegge tutte le notti”.

Fonti: Cnn e la pagina facebook "Saving Luke - Luke and Jedi - Fighting Type 1 Diabetes Together"

Lascia un commento

Testo di sicurezza:*

Inserisci entrambe le parole sottostanti, con o senza spazi.
Le lettere non sono case-sensitive.
Non riesci a leggerlo? Provane un'altra