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IN MONTAGNA IL COMPAGNO DIABETE DIVENTA INCREDIBILMENTE LEGGERO

Damiano Iulio ha partecipato al concorso “Racconta il tuo diabete”. Ecco la sua storia:

Mi chiamo Damiano. Ho ventisei anni. Il mio rapporto con il diabete inizia nel 2003 quando mi è stata diagnosticata questa patologia con cui adesso convivo come fosse un abito da adattare al mio corpo e alle sue esigenze, ma all’inizio non è stato facile.

Questa mia condizione, comune a molti, è stata scoperta per caso. Un bravo medico, da alcune macchie che avevo sulla pelle riscontrate durante una normale visita di controllo, ha deciso gli opportuni approfondimenti.

Dopo che sono stati eseguiti gli accertamenti, mi fu comunicato l’esito, ma allora, a differenza di oggi in cui vorrei essere consapevolmente definito non malato ma "diversamente glicemico", non avevo alcuna idea delle conseguenze che questa condizione comporta, per me era come se mi avessero detto di avere un raffreddore, tanta e tale era la mia conoscenza.

Per diversi anni, ho seguito scrupolosamente le cure che mi sono state prescritte.

Non ero consapevole che avrei potuto ottenere dei risultati migliori perché, anche data la giovane età, mi sono affidato completamente alle cure e ai medici che me le prescrivevano, senza porre domande a loro ma soprattutto a me stesso.

Con il tempo, invece, ho imparato non solo a convivere con questa condizione ma a evolvermi e a volerla trasformare da una condizione apparentemente solo negativa in una opportunità di crescita interiore per me e per gli altri. Come? Sfogliando una rivista. Sono rimasto colpito da un’immagine. Era molto semplice: una persona camminava in un giardino con dei bastoncini, che allora non sapevo cosa fossero e a cosa servissero. Leggendo l’articolo che accompagnava l’immagine, ho scoperto l’esistenza del “Nordic Walking" (= Camminata Nordica). Allora per me era un’attività fisica sconosciuta al pari di tante altre.

Invece adesso è diventato non solo una passione, un mezzo per la ricerca del senso di benessere, ma, soprattutto, insieme a una corretta alimentazione e alla terapia giornaliera prescritta dai medici, uno strumento per la maggiore conoscenza del mio corpo, dei suoi limiti, ma anche delle sue potenzialità, e soprattutto un modo per migliorare la mia glicemia.

Nordic Walking: lasciatemi spendere due righe per descrivere le gioie, le esperienze fatte e gli obiettivi che mi sono prefissato che, come anticipato all’inizio, si racchiudono in una semplice frase: trasformare una condizione apparentemente solo negativa in un’opportunità grazie al Nordic Walking e al mondo che lo circonda, che per me è vastissimo e meraviglioso.

Fin qui non mi sono soffermato a descrivervi il Nordic Walking, perché per me è come parlare di un piatto di pasta, e a volte non penso ci sia chi di questa conoscenza è completamente digiuno: per conoscere il Nordic Walking in generale vi rimando a tutti i siti e i libri che lo descrivono perché questa mia storia non vuole essere una pubblicità.

Quello che è importante raccontarvi, senza illudere nessuno, sono le mie esperienze, sono i miglioramenti che si ottengono attraverso una sperimentazione quotidiana e intelligente di una sicura corretta attività fisica (che troverete descritta in qualsiasi dispensa medica che si occupa dell’argomento), quali un minore fabbisogno insulinico e una riduzione di peso.

È proprio per questo che voglio farlo conoscere a più persone possibili, perché a me dà tanto, e se non si può parlare di terapia riguardo a un’attività, sicuramente per me è un benessere dell’anima e del corpo fra loro strettamente collegati.

Il mio Nordic Walking è quello della metodica dei quattro elementi, meglio conosciuto come "il Nordic Walking 2PB", tecnica messa a punto dal Fisioterapista grossetano Fabrizio Lorenzoni, e da una vasta équipe di professionisti del settore: da quando faccio quest’attività fisica i miei valori glicemici sono nettamente migliorati, ovviamente seguendo anche una terapia adeguata e un’alimentazione corretta attraverso una scelta intelligente di cibi e bevande sani, e la mia condizione di "diversamente glicemico" è profondamente cambiata.

Credo di aver trovato la mia strada maestra. In questo cammino ho praticato percorsi all’inizio a me sconosciuti, nella natura che mi circonda.

Ho imparato ad amare e conoscere meglio la natura e a rispettarla, soprattutto ho conosciuto la montagna, che attraverso la salita difficile verso tutte le sue vette impervie simboleggia il superamento delle diverse difficoltà della vita. Una vita affiancata da un compagno che si chiama “Diabete”, a volte un po' noioso, a volte un po' scomodo.

Nella montagna, nei boschi, in tutto questo mondo pulito, il compagno chiamato “Diabete” diventa incredibilmente leggero. Il mio cammino con i bastoncini mi aiuta a sentire meno il peso di questa presenza.

Come il tempo in montagna cambia da un momento all’altro insieme ai colori dei paesaggi, così sono i miei stati d’animo quando sono immerso nella natura.

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