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AVERE 14 ANNI E CONVIVERE COL DIABETE

Mia figlia ha appena compiuto 14 anni, ha il diabete di tipo 1, e finora è stata molto diligente nella gestione del diabete. Ad esempio controlla sempre di avere almeno una fialetta di insulina pronta da caricare nella penna insulinica riposta nella sua borsa, oppure si porta con sé il glucometro insieme ad una tabella coi valori entro i quali rientrare…

Ultimamente però sono arrivate le prime “incomprensioni” ed i litigi. Tutto inizia quando da scuola mi arriva una chiamata: “Signora, sua figlia ha dimenticato la fialetta di insulina a casa, sta tornando a prenderla”. Già, “dimenticata”… alla quarta chiamata in meno di due settimane non ci ho più creduto e così, appena tornata a casa, l’ho ripresa. Era ovvio che quelle “dimenticanze” fossero solo una buona scusa per farsi un giretto in paese e saltare parte della mattinata scolastica. Ma questo lei non voleva accettarlo e proprio queste “dimenticanze” con passeggiata a casa, hanno scatenato veri e propri litigi sulla gestione del diabete. Litigi dove mi sono anche ammorbidita nel momento in cui mi sentivo dire “Nessuno dei miei compagni deve gestire il diabete!” oppure “Non è colpa mia se ho il diabete!”, ecc. In questi casi ho tenuto duro, dicendole che “è vero, non è colpa tua se hai il diabete, non è giusto, ma devi affrontarlo con senso del dovere e con responsabilità, perché si tratta della tua salute e non di un gioco a chi si fa più passeggiate per tagliare da scuola. Tra un paio d’anni inizierai le superiori a 20 km da qui, ed io non verrò con te, né sarò a 15 minuti a piedi da casa. Quindi devi essere tu più responsabile”. Lezione compresa, allarme rientrato. Per poco però.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso si è raggiunta una sera, quando mia figlia era a dormire da un’amica. Non sono mai stata una di quelle mamme apprensive che controllano continuamente i propri figli (diabetici e non), ma io e mia figlia abbiamo una regola che non va infranta: bisogna rispondere al telefono. Questo soprattutto perché lei ha addosso un rilevatore di iper e ipoglicemia collegato col mio ed il suo smartphone. Tutte le volte che sta per uscire dai valori medi questo apparecchietto suona e attiva una sveglia sul telefono; purtroppo lei di notte non sente mai l’allarme, ma io sì, e quindi la chiamo subito. Questa volta l’allarme parte alle 6 di mattina, io mi sveglio, 30 secondi dopo la sto chiamando, ma il telefono non squilla. Provo 10 volte, niente da fare, è spento. Chiamo a casa dell’amica e, fortunatamente, al secondo squillo risponde la mamma. Riusciamo a far rientrare la crisi di ipoglicemia che mia figlia stava per avere, mio marito la va a prendere, e mezz’ora dopo è a casa davanti ad un duro confronto. “Nella cameretta della mia amica non prendeva il telefono!”, mi dice innervosita, ma in quel momento interviene mio marito che mi bisbiglia nell’orecchio “Erano andate a dormire in tavernetta, al piano - 1… logico che non ci fosse campo”. Non è la prima volta che va a dormire fuori e sa che deve stare attenta a queste cose.

Il punto è che ci sono alcune regole da tenere in considerazione in questi casi. Il mio consiglio è di preparare un foglio (due copie, una per te e una per tua figlia) dove si riportano tutte le aspettative che riguardano il diabete di tua figlia, la sua gestione, e le conseguenze in cui incorre in caso di cattiva o poco accurata gestione della patologia. Prenditi del tempo, siediti con lei e fagli scrivere queste “regole di buona gestione del diabete”; in un’età giovane (mia figlia ha 14 anni ma può essere utile lungo tutta l’adolescenza) lo ritengo uno strumento utile per aumentare la consapevolezza verso il diabete. Consiglio anche di introdurre la situazione rassicurando i propri figli su quanto li amiate (io arrivando da diversi litigi dovevo ricordarlo), quanto vi stia a cuore la loro salute e come voi non potrete essere sempre fisicamente al loro fianco nella gestione del diabete. Dopo un primo momento di confusione mista a rabbia, alla fine mia figlia ha molto apprezzato non solo l’elenco, ma anche queste parole di “conforto consapevole”. Ovviamente può anche succedere l’opposto, quindi preparatevi a reazioni diverse J

Infine, c’è da dire che con l’inizio delle superiori alcune cose cambieranno. Le persone, l’ambiente saranno diversi… quindi le consiglierò di stringere amicizia anche con gli studenti che come lei hanno il diabete, per il semplice motivo che i ragazzi ascoltano molto di più i loro amici che noi genitori…

Mi sono dilungata un po’ forse, però il piccolo trucchetto del foglio con le “regole di buona gestione” ha funzionato nel mio caso. Spero che questa mia testimonianza vi sia utile!

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