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L'esperto

DOTT. SSA EMANUELA ZARRA
Dirigente medico presso U.O. Spedali Civili di Brescia

EPATOPATIA E DIABETE 2

Domanda

Ho 57 anni. Da circa 15 anni ho scoperto di avere il diabete tipo 2. Soffro di - sindrome metabolica – pressione alta, diabete e fegato ingrossato. In passato ho sofferto di epatite c per una trasfusione di sangue quando avevo 16 anni, poi curata con interferone e ribavirina, che si è negativizzata da circa 9 anni. Prendo 500-850/1000 e 850/1000 di metformina rispettivamente a colazione, pranzo e cena. La mattina 1/2 di nebivovolo e prima di dormire ramipril 10 mg. Il medico mi aveva prescritto anche regaplinide 1 e 2 grammi, che ho preso per circa 5 mesi e poi ho sospeso in quanto i valori epatici erano un po’ alterati e precedentemente erano normali. Facendo la dieta rigorosa prescritta per i diabetici e facendo sempre tutti i giorni almeno 60 min. di cammino o bici o nuoto o moto in generale i valori anche senza regaplinide sono nella norma quasi. Se, come spesso capita, vado oltre il consentito con l'alimentazione i valori salgono dopo 2 ore dal pasto (ca 200 e più). Secondo voi devo cominciare con l’insulina o continuare con l’attuale terapia? Che mi consigliate?

Risposta

Gent.mo,

riassumendo la sua situazione, lei ha una epatopatia cronica C ben compensata, ipertensione, diabete di tipo 2.

Non so come sia il suo controllo metabolico in termini di glicata, ma mi sembra di capire che la glicemia non è a target due ore dopo i pasti in quanto spesso supera i 200 mg/dl.

Sicuramente la repaglinide è indicata in queste situazioni, ma avendo un metabolismo prevalentemente epatico potrebbe alterare gli enzimi epatici, come appunto è successo a lei.

Prima di pensare all'insulina, oggi ci sono farmaci che sono efficaci sulla glicemia postprandiale e non alterano la funzionalità epatica.

Sarebbe opportuno, quindi rivolgersi al suo diabetologo di fiducia, valutare nel complesso la sua situazione clinico-metabolica, la glicata, l'autocontrollo pre e postprandiale, la presenza o meno di complicanze e far valutare a lui quale potrebbe essere la terapia più adeguata alla sua situazione.

L'esperto risponde

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