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L'esperto

DOTT. STEFANO PARINI
Dirigente Medico dell’AUSL di Bologna presso l’U.O. di Medicina Interna dell’Ospedale di Budrio

DIABETE: COSA MI ASPETTA NEL FUTURO?

Domanda

Gentile Dottore, sono un diabetico tipo 2 da circa 10 anni, continuo a controllarmi 1 volta l'anno presso il Centro Diabetico dell'Ospedale. All'ultimo controllo, circa 8 mesi fa, mi è stato detto che ho dei valori al limite e che se si confermassero col prossimo dovrei passare all'insulina. Come complicanza ho una neuropatia agli arti inferiori. Gradirei sapere, cortesemente, come si evolve tale malattia e cosa comporta fisicamente. Grazie

Risposta

Gentile Signore,
per chi ha il diabete, l’ottimale controllo della glicemia rappresenta il principale – seppur non esclusivo – obiettivo da perseguire. La persistenza nel tempo di inappropriati valori glicemici favorisce l’insorgenza di alterazioni a carico di vari distretti come il sistema nervoso periferico (neuropatia diabetica), la retina (retinopatia diabetica) , i reni (nefropatia diabetica), senza poi considerare l’aumentato rischio di patologie cardiovascolari come l’infarto del miocardio, l’ictus cerebrale, alterazioni circolatorie degli arti inferiori ecc.
Occorre quindi che il Medico Curante o lo Specialista Diabetologo di riferimento valutino sin dall’esordio del diabete la presenza o meno di tali complicanze, rivalutando poi periodicamente nel tempo tali aspetti.
Per ridurre il rischio che queste complicanze si realizzino effettivamente, occorre poi pianificare con il proprio Medico Curante o con il Diabetologo di riferimento un trattamento farmacologico personalizzato che permetta di ottimizzare i valori glicemici, lipidici e pressori, senza trascurare aspetti di analoga importanza come l’alimentazione, la regolare attività fisica e smettere di fumare, se si ha questa abitudine

L'esperto risponde

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