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CHE VOGLIA DI MONTAGNA...

Se il diabetico non va alla montagna, la montagna va (in vacanza) da lui

Spazi aperti, paesaggi mozzafiato, aria buona, limpida, carica di energia tanto positiva da riempire non solo i polmoni ma anche la mente, così stretta fra le mille preoccupazioni quotidiane. La montagna d'estate è una vera miniera di relax e di riscoperta di emozioni perdute. Per tutti, e ancora di più per chi ha il diabete e ha un grande bisogno, vitale, di liberarsi da ogni genere di stress accumulato durante l'inverno. La vacanza fra i monti così può diventare un'occasione per rispettare i propri tempi e, al tempo stesso, esplorare nuovi sentieri, sia esteriori che interiori. Tutto questo adottando ogni precauzione utile ad evitare il minimo problema.

Villeggiatura ad alta quota

In alta montagna, dove si ha una riduzione della tensione di ossigeno proporzionale all'altitudine, le escursioni per un diabetico sono certamente fattibili ma devono essere organizzate con cura. Per esempio se si va oltre i 2.500 metri é bene non salire più di 300 metri al giorno. E se si dovesse superare questo dislivello è consigliabile tornare ad una quota più bassa per dormire. E per garantirsi una villeggiatura senza stress per l'intero organismo é bene evitare gli sforzi eccessivi. E se si va a villeggiare vicino ai laghi, non immergersi in acqua. Per quanto riguarda l'alimentazione il consiglio è quello di mangiare di frequente e prevedere piccoli pasti oltre a bere molto. Assolutamente vietate le bevande alcoliche.

Ai piedi dei monti

Le passeggiate fra prati e boschi sono fra le attività preferite da chi sceglie di trascorrere le sue ferie fra le bellezze dei paesaggi montani. Per godere di tutti i benefici che le alture offrono alla salute sia dell'anima che del corpo, chi ha il diabete deve ricordare di non camminare a piedi nudi su terreni umidi per evitare le parassitosi. In montagna, poi, è molto importante la scelta delle scarpe che non devono mai essere strette ma sufficientemente comode, per fornire il il giusto spazio alle dita, soprattutto se queste hanno problemi o sono deformate. Devono essere in cuoio, in pelle morbida o di stoffa e non in materiali sintetici, per permettere la giusta traspirazione del piede. Ne esistono anche in seta plastificata che si adattano all'anatomia delle estremità di ciascuno.Prima di essere indossate per un'escursione o una semplice passeggiata nei boschi vanno esaminate attentamente per controllare la presenza di corpi estranei come sassolini o anche cuciture troppo sporgenti. É consigliabile anche usare calzini o calze di cotone con elastici non troppo stretti per non bloccare la circolazione del sangue.

Occhio alle vette

I raggi solari anche in montagna sono particolarmente pericolosi per chi soffre di diabete e ha gli occhi più fragili rispetto a chi non ha la glicemia alta. Per questo gli occhiali da sole sono assolutamente indispensabili per proteggere la vista dai danni provocati dagli ultravioletti. Infatti la retina dei diabetici è più “gonfia” d'acqua rispetto alla norma, anche quando non si è ancora instaurata una patologia vera e propria. Così in caso di luce frontale intensa c'è un maggior abbagliamento e spesso emergono fastidi legati alla fotofobia. Per prevenire la retinopatia diabetica é possibile usare anche degli occhiali professionali particolari, come quelli pensati per chi lavora in condizioni di luminosità estrema. Ed evitare di uscire nelle ore più calde della giornata perché proprio le alte temperature sono una delle cause della rottura dei vasi sanguigni della retina. Questo perché i tessuti oculari di chi ha il diabete hanno minori capacità di adattamento rispetto a quelli dei non diabetici.

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