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Diabete e sport: le regole per una sana convivenza

Intervista a Alessandro Biffi, Past President della Società Italiana di Cardiologia dello Sport

“L’attività fisica in Italia è sempre più diffusa nella popolazione generale. Le ultime stime del CONI e dell’Istat dicono che circa 11-12 milioni di persone praticano sport a diversi livelli in Italia. L’attività fisica può essere praticata a diversi livelli da quello più ludico, amatoriale e ricreativo che meglio può essere indicato in un paziente diabetico, per evitare quei rischi che possono invece essere associati a una attività di tipo agonistico. Naturalmente non è che l’attività sportiva agonistica debba essere preclusa a un soggetto diabetico, parlo anche del diabete di tipo 1 quello giovanile, ma che debbano essere fissati dei criteri di idoneità per questi pazienti".

"Gli aspetti benefici dell’attività fisica sul diabete sono a carico e appannaggio dell’apparato cardiovascolare, ma i benefici sono anche estendibili all’apparato cardiorespiratorio, a quello endocrino/metabolico ( mi riferisco per esempio alla riduzione del colesterolo, delle catecolamine plasmatiche, all’aspetto ipertensivo, alla riduzione del sovrappeso corporeo). Ultimo, non in termini di importanza, è l’aspetto psicologico perché soprattutto nelle fasce giovanili precludere l’attività fisica a un soggetto che è portatore di una patologia mette in rilievo delle risonanze psicologiche negative e di tipo di discriminante che noi medici dobbiamo tentare di limitare al massimo".

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