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Grigliare sì, ma non troppo

L’alimentazione è un ingrediente fondamentale in uno stile di vita corretto. Ciò che viene introdotto nel corpo attraverso il cibo non è soltanto fonte di energia, ma influenza anche i processi cellulari, fisiologici e metabolici dell’organismo, arrivando addirittura a contrastare o, al contrario, a promuovere l’insorgenza di malattie.

La ricerca scientifica sta verificando la pericolosità della carne, in particolare quella rossa, accusata da più parti di nuocere alla salute. A preoccupare è principalmente il suo contenuto di grassi poco salutari e il consumo di suoi derivati, come i salumi, ricchi di sale e, ancora una volta, grassi.

In realtà scegliendo tagli magri ed evitando di esagerare con il consumo è possibile ridurre notevolmente i rischi. C’è, però, un altro aspetto cui spesso non viene prestata la giusta attenzione: il metodo di cottura.

Non tutti i mezzi son fatti per cuocere
Mettendo momentaneamente da parte il problema dell’uso eccessivo di condimenti ricchi di grassi poco salutari, anche il modo in cui si cucina la carne la rende più o meno salutare.

La cottura alla griglia potrebbe sembrare apparentemente più salutare perché permette di evitare più facilmente l’uso di condimenti inadatti a un’alimentazione sana. In realtà la ricerca scientifica sta indagando per capire se anche dentro alla carne alla griglia si possono nascondere inattesi pericoli.

Sotto accusa sono alcune molecole che si formano alle elevate temperature raggiunte durante la cottura alla griglia, i cosiddetti AGEs (Advanced Glycation Endproducts), che riducono le capacità dell’organismo di difendersi dall’infiammazione.

Queste molecole sono naturalmente presenti nell’organismo umano, ma a bassi livelli. Se però questi livelli aumentano a causa di un’alimentazione scorretta si innalza il rischio di sviluppare malattie come il diabete e l’Alzheimer.

In effetti le persone di età superiore ai 60 anni caratterizzate da quantità elevate di AGEs nel sangue presentano i segnali di una resistenza all’insulina, problema associato proprio al diabete.

Un’arma in più per proteggere la salute
Anche se saranno necessari studi più approfonditi per individuare gli esatti meccanismi alla base dell’associazione tra la presenza degli AGEs nel cibo e l’insorgenza di malattie metaboliche, gli esperti del settore sottolineano che le prove oggi a disposizione dimostrano quanto sia importante concentrare l’attenzione non solo su quello che si mangia, ma anche su come lo si prepara.

Da questo punto di vista ridurre l’accumulo di AGEs facendo attenzione anche al consumo di carne alla griglia può aiutare ad aumentare le difese naturali dell’organismo contro la comparsa del diabete.

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