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IL FARMACO RIVOLUZIONARIO SI CHIAMA INSULINA SPRAY

Per ora solo negli USA, ma a breve (presumibilmente tra un anno) anche in Italia

Per milioni di americani venerdì 27 giugno sarà una data da ricordare perché la Food and Drug Administration, l’agenzia statunitense deputata al controllo dei farmaci, ha approvato un nuovo farmaco destinato a rivoluzionare la vita di molti diabetici.

Non è difficile comprenderne il motivo. Il nuovo prodotto, sviluppato da un’azienda farmaceutica americana fino a qualche giorno fa sconosciuta (MannKind), è semplicemente da inalare.

Quindi addio ad aghi e siringhe?

Ciò significa che la gran parte dei diabetici smetterà di fare le iniezioni quotidiane di insulina?

“Non proprio - spiega il dottor Alberto De Micheli, diabetologo e co- editor degli standard italiani per la cura del Diabete - perché due recenti studi, uno sul Diabete di tipo 1 e l’altro sul Diabete di tipo 2, hanno dimostrato che l’insulina da inalare, pur dando ottimi risultati, era stata associata, nel primo caso all’insulina tradizionale e nel secondo agli ipoglicemizzanti orali. Inoltre, la nuova insulina non può sostituire completamente quella tradizionale perché ci sono pazienti che non possono assumerla. Sono quelli, ad esempio, che soffrono di malattie polmonari come asma, bronchite o enfisema. Inoltre l’insulina per via inalatoria è sconsigliata ai fumatori”. Per queste ragioni i medici che intendono prescriverla dovranno sottoporre i propri pazienti a un’attenta valutazione della funzionalità polmonare.

Come sempre, un po’ di cautela è d’obbligo

“Inoltre, già qualche anno fa era in commercio nel nostro paese un prodotto sotto forma di insulina inalabile che - spiega il dottor De Micheli - poi è stato ritirato dal mercato”.

La ragione? “Alcuni effetti collaterali  - prosegue De Micheli - e problemi di variabilità di assorbimento, dovuti ad esempio alla concomitanza di malattie delle vie respiratorie, come un’influenza o una bronchite. C’era anche un problema di costi, eccessivamente elevati in relazione al beneficio. Quindi, anche in questo caso, è bene essere cauti”.

L’azienda produttrice, dal canto suo, si è impegnata a condurre quattro studi clinici volti a verificare:

-       come il farmaco si comporti nei bambini

-       se il prodotto possa causare problemi ai polmoni (cancro incluso)

-       quale sia la sua effettiva efficacia e sicurezza.

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