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Nuova sperimentazione a Roma.

Anche le strade della sperimentazione clinica portano a Roma. Lo scorso febbraio, infatti, ne è partita una molto interessante, presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, su alcuni pazienti diabetici con lo scopo di testare una nuova cura non-farmacologica.
La promessa è quella di sfruttare il calore per rigenerare una porzione di mucosa intestinale sana agendo su quella parte di intestino sede del rilascio degli ormoni coinvolti nelle cause della malattia.

Per lo studio sono stati reclutati 11 pazienti volontari di età tra 28 e 74 anni, affetti da diabete di tipo 2, in terapia con farmaci antidiabetici orali e non ancora sottoposti a terapia insulinica.

La tecnica si sviluppa sotto sedazione in endoscopia mininvasiva tramite un’apparecchiatura che permette di applicare con precisione il calore alla mucosa del duodeno per un tempo rapidissimo.
Questa procedura è in grado di normalizzare in maniera duratura i vari ormoni rilasciati dalla mucosa intestinale coinvolti nell’insulino-resistenza e forse anche nel meccanismo di controllo glicemico.
La procedura dura meno di un’ora e i pazienti vengono dimessi il giorno dopo.

Ovviamente, questa tecnica ha superato la fase di test nello studio eseguito in Cile su circa 150 pazienti che ne ha verificato la sicurezza e la fattibilità generale. Questo primo ciclo romano si sta dimostrando assolutamente positivo a livello di affidabilità e sta certificando la sua potenziale efficacia.
Fa ben sperare il fatto che la terapia è risultata ben tollerata e priva di rischi, con miglioramenti significativi, nella maggior parte dei pazienti, di parametri come la glicemia, l’emoglobina glicata e degli enzimi epatici.
Inoltre, il miglioramento di quei livelli alterati collegati agli enzimi epatici, caratteristica del fegato grasso, potrà aprire opportunità terapeutiche al momento solo in fase di studio. La patologia del fegato grasso è in forte aumento tra la popolazione mondiale ed è tuttora priva di terapie farmacologiche efficaci e tollerabili.

I nuovi test clinici in corso a Roma, invece, ci diranno qualcosa di più sull’efficacia antidiabete dell’innovativo trattamento. I risultati definitivi, comunque, non saranno disponibili se non entro un paio di anni, un tempo dovuto alla delicatezza della raccolta dati nonché alla necessità di verificare, in un lasso di tempo congruo, la riuscita o meno della terapia.

Nell’attesa dei dati definitivi che si sperano positivi, il dispositivo per il calore ha già ricevuto il marchio CE e quindi è commercializzabile nell’Unione Europea.

Il diabete di tipo 2 è una malattia che sta prendendo proporzioni pandemiche e questa terapia è sicuramente un’ottima notizia che fa ben sperare.

 

Fonte: http://www.meteoweb.eu/2018/02/calore-trattare-diabete-nuova-sperimentazione-policlinico-gemelli-roma/1048978/

 

Commenti

emilio cervi 10/05/2019 16:50
Prediabetico
Un prediabetico quante possibilità ha di diventare diabetico farmacologico?

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