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MA, ESATTAMENTE, PERCHÉ L’ATTIVITÀ FISICA FA BENE AL DIABETICO?

L’attività fisica è collegata al miglioramento della qualità della vita di qualsiasi persona, il movimento o l’assenza di movimento modificano forma, struttura e salute del corpo per tutta la durata della vita. Basta dare un’occhiata in giro, anche ora che stiamo leggendo, per distinguere persone vitali, sciolte, con una postura armoniosa, da altre persone rigide, insaccate, impedite da peso e contratture.

Vediamo di capire in che modo l’attività fisica è benefica per la persona diabetica.

Prevenire il diabete muovendosi

È opinione comune che il diabete sia un processo che può essere rallentato, ma non invertito o annullato. Ma ormai da anni è stato dimostrato che nella fase ‘di rischio’ – che dura spesso 10-20 anni – la diminuita tolleranza al glucosio può essere ridotta e perfino annullata semplicemente con un costante esercizio fisico e una alimentazione corretta. Quindi, non solo possiamo fare molto per non ammalarci, ma anche per tornare in salute o almeno per ritardare l’inizio della malattia.

Perché c’è ancora molta ignoranza su questo tema? Perché da poco tempo si valuta il ruolo fondamentale che altri organi o tessuti, come il fegato, il tessuto adiposo e quello muscolare, giocano nel diabete di tipo 2. Il diabete è tuttora presentato in alcuni testi di medicina nel capitolo delle malattie del pancreas endocrino, ma è una visione piuttosto riduttiva in quanto interessa anche e soprattutto i tessuti ‘periferici’: l’adipe, i muscoli e soprattutto il fegato.

Che cosa fa il movimento?

Ai pazienti si insegna che l’insulina permette al glucosio di entrare nelle cellule fornendo loro l’energia necessaria per funzionare. È vero, ma è vero anche che:

  • il glucosio è solo uno dei carburanti a disposizione dell’organismo;
  • le cellule dispongono di ‘trasportatori’, i Glut4, che favoriscono l’entrata del glucosio nelle cellule.

Per questo nel diabete di tipo 2 l’attività fisica consente di ridurre sensibilmente i farmaci necessari, non solo quelli ipoglicemizzanti, ma anche quelli per abbassare colesterolo, trigliceridi e pressione arteriosa.

La riduzione del consumo di farmaci è l’effetto più precoce ed evidente, ma certamente più importanti sono i risultati a medio e lungo termine: il netto miglioramento della qualità della vita, la riduzione delle complicanze e dei costi sanitari.

Invece di aumentare attraverso i farmaci l’insulina prodotta dal pancreas o iniettarla, si può ridurre il ‘bisogno di insulina’ dell’organismo, appunto con l’esercizio fisico.

Ancora sedentari? Ecco qualche testimonianza ‘spingente’ dai nostri utenti:

  • Maria Teresa Lupo: “Da quando pratico Tango Argentino la mia glicemia si è abbassata…”
  • Enzo Vescio: “Qualche lavoretto in campagna… e vedi come la glicemia si abbassa..!”
  • Damiano Iulio: “Da quando faccio Nordic Walking i miei valori glicemici sono nettamente migliorati, ovviamente seguendo anche una terapia adeguata e un’alimentazione corretta…”

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