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DIABETE E CONTROLLI: LA PRESSIONE

Misurare la pressione

È noto il legame tra diabete e rischio cardiovascolare, eppure troppo spesso si tralascia il controllo della pressione sanguigna, importante per prevenire l’insorgenza di malattie cardiovascolari come l’ictus, la demenza, la cardiopatia ischemica ed ipertensiva o l’insufficienza renale o patologie oculari.

Innanzitutto bisogna partire dalla misurazione della pressione: procuratevi un apparecchio per misurare la pressione e applicatelo sul braccio destro, seguendo le indicazioni illustrative. Per avere una misurazione corretta conviene effettuare due misurazioni a distanza di qualche minuto l’una dall’altra, basta prenderci la mano e diventa una semplice abitudine. Se vi sentite più sicuri, semplicemente recatevi presso la farmacia più vicina.

Pressione e valori

La pressione non è nient’altro che la forza esercitata dal sangue contro la parete delle arterie: quando parliamo di “pressione massima” ci riferiamo alla pressione registrata subito dopo la contrazione del cuore e il passaggio del sangue nelle arterie. La “pressione minima” invece viene rilevata quando il cuore si riempie di sangue tra un battito e l’altro. I valori tra i quali deve oscillare la pressione sono 120 mm Hg per la “massima” e 80 mm Hg per la “minima”: se i vostri valori si collocano tra 120-140 mm Hg di “massima” e tra 80 e 90 mm Hg di “minima” siete in una condizione di “pre-ipertensione”, se superano questi valori si parla di ipertensione arteriosa.

 

Ipertensione e rischi

Secondo le statistiche in Italia il 56% degli uomini e il 43% delle donne di età compresa tra i 35 e i 79 anni sono ipertesi: percentuali elevate se si pensa che il rischio di malattie cardiovascolari aumenta con l’incremento della ipertensione arteriosa e con l’avanzare dell’età. In Italia circa l’80-85% dei diabetici di tipo 2 è anche iperteso. Ipertensione e diabete sono strettamente connessi, perché derivano dalle stesse cause: sovrappeso e obesità, alimentazione ricca di sale e grassi, scarso o nullo esercizio fisico. Ciò vuol dire che prendersi cura del diabete aiuta contemporaneamente a ridurre la pressione arteriosa.

L’abbassamento dei valori pressori è possibile ed è basilare per allontanare i rischi di retinopatia e nefropatia, tutte le patologie cardiovascolari per i diabetici sia di tipo 1 che di tipo 2: un obiettivo raggiungibile è mantenere la pressione “massima” al di sotto di 140 mm Hg e la “minima” al di sotto di 80 mm Hg. Ma come fare?

Innanzitutto sono necessari piccoli sforzi per modificare abitudini scorrette:

  • ridurre l’apporto di sale
  • ridurre il peso nei soggetti sovrappeso
  • eseguire esercizio fisico aerobico regolare
  • ridurre l’apporto alcolico
  • ridurre l’apporto di caffeina
  • abolire il fumo
  • aumentare l’assunzione di frutta e vegetali

In alcuni casi però modificare lo stile di vita non è sufficiente: entrano in gioco i farmaci. In assenza di altre patologie, i farmaci di prima scelta sono: ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o sartanici, beta-bloccanti, calcioantagonisti e diuretici per la loro provata efficacia nel ridurre gli eventi vascolari nel paziente diabetico.

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